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	<title>Circoli di ascolto organizzativo</title>
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	<description>Lo spazio dedicato a tutti coloro che vogliono condividere e approfondire le loro esperienze nell’ambito dei circoli di ascolto organizzativo.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 May 2012 15:13:37 +0000</lastBuildDate>
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		<title>DMAV in Sopraffactions</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 14:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Tinunin</dc:creator>
				<category><![CDATA[DMAV - Dalla maschera al volto]]></category>
		<category><![CDATA[Circoli e arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[DMAV]]></category>
		<category><![CDATA[SOPRAFFACTIONS]]></category>
		<category><![CDATA[Voi vedete ciò che gli altri non vedono]]></category>

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		<description><![CDATA[Palazzo Ruggi D'Aragona, Salerno, Aprile 2012. In un grande palazzo del '500 ci sono due scatole nere coperte di segni. Sono appoggiate in un cassetto coperto di nastro d'argento. Assorbono voci, suoni e rumori. DMAV è in azione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.circolidiascolto.org/visioni/dmav-dalla-maschera-al-volto/voi-vedete-cio-che-gli-altri-vedono/attachment/sopraffarinaldipin013/" rel="attachment wp-att-467"><img class="aligncenter size-large wp-image-467 colorbox-465" title="SOPRAFFarinaldiPIN013" src="http://www.circolidiascolto.org/wp-content/uploads/2012/05/SOPRAFFarinaldiPIN013-610x406.jpg" alt="" width="610" height="406" /></a><br />
<strong>Palazzo Ruggi D&#8217;Aragona, Salerno, Aprile 2012</strong>.</p>
<p>In un grande palazzo del Cinquecento ci sono due scatole nere coperte di segni. Sono appoggiate in un cassetto coperto di nastro d&#8217;argento. Assorbono voci, suoni e rumori. Li ritornano ricombinati e sovrapposti, loopati, disposti in sequenze casuali. Non semplici registratori ma decoder che prendono pezzi di codici e li mescolano. Sono puri strumenti di ascolto che assorbono quello che c&#8217;è nell&#8217;aria, in modo in parte casuale e in parte voluto.<br />
Le due scatole sonore con i loro segni d&#8217;argento prendono suoni e li restituiscono sotto forma di visioni. <strong><a href="http://www.circolidiascolto.org/visioni/voi-vedete-cio-che-gli-altri-vedono-sopraffactions/" target="_blank">&#8220;Voi vedete ciò che gli altri non vedono&#8221;</a></strong> nasce come operazione e sperimentazione sull&#8217;ascolto. Entrare in ascolto delle sensazioni e delle emozioni suscitate dall&#8217;apparizione di un opera d&#8217;arte nell&#8217;orizzonte di una persona. All&#8217;interno di <strong>Sopraffactions</strong> le due scatole nere sono una sopraffazione ulteriore, realizzata attraverso la forza dell&#8217;ascolto. Quando ascoltiamo non possiamo evitare che altri rumori e altre parole entrino nel nostro campo auditivo. Il nostro orecchio è un labirinto in cui quello che è in primo piano e quello che sta sullo sfondo si scambiano di posto. Nel palazzo in cui echeggiarono i passi di Carlo V si sentono i passi di molte persone che guardano dei quadri.<br />
Tutti noi lo abbiamo sempre saputo: <strong>possiamo decidere di non guardare qualcosa, non possiamo smettere di ascoltare</strong>. Se ci tappiamo le orecchie quello che sentiamo è il suono dentro di noi, il battito del cuore, il sangue in circolo, i pensieri che parlano nella nostra testa, le voci di persone che amiamo. I rumori del mondo ci accompagnano mentre ci muoviamo nelle antiche sale.<br />
Le scatole nere ascoltano quello che gli altri non ascoltano e riproducendo il suono ci fanno entrare in risonanza con frammenti di parole e discorsi che non hanno un ordine preciso e non possono essere attribuiti a nessuno di specifico. Lo spazio dell&#8217;ascolto diventa così uno spazio condiviso, una dimensione in cui le cose dette e i suoni prodotti spostandosi nell&#8217;ambiente sono la traccia di un esperienza comune, la testimonianza di un passaggio. Qualcosa è successo, e per una volta possiamo metterci in ascolto di quello che è accaduto senza dover dare un senso preciso all&#8217;esperienza.<br />
All&#8217;interno di <strong>Sopraffactions</strong> il collettivo <strong><a href="http://www.circolidiascolto.org/visioni/dmav-dalla-maschera-al-volto/" target="_blank">DMAV</a></strong> ha proposto un&#8217;esperienza di ascolto collettivo. La registrazione diventa l&#8217;esperienza stessa ed entra in una configurazione mobile fatta di altre immagini e altre visioni. I suoni si estendono nello spazio e iniziano a creare un dialogo. Anche se nessuno li ascolta, i due decoder si ascoltano l&#8217;un l&#8217;altro risuonando nello spazio e continuando a registrarsi. I rumori che producono sono la testimonianza della loro vita interiore.<br />
L&#8217;esperienza <strong>DMAV</strong> all&#8217;interno di <strong>Sopraffactions</strong> è il primo tassello di un mosaico che diventerà, poco per volta, un&#8217;opera ulteriore, un&#8217;installazione a otto mani, creata da <strong>Stefania Ugatti</strong>, <strong>Peppe de Marco</strong>, <strong>Alessandro Rinaldi</strong> e <strong>Nicola Gaiarin</strong>. Ogni atto creativo viene sovrapposto sugli altri, parla con gli altri, dando vita a una delicata sopraffazione continua. Nel cerchio dei suoni, delle parole e delle immagini ogni passaggio aggiunge una dimensione, aprendo porte che permettono di entrare in spazi e tempi successivi.<br />
I decoder sono macchine nere in ascolto che portano in altre dimensioni. Mentre la performance si svolgeva, nello spazio del palazzo antico, l&#8217;artista <strong>Pinella Palmisano</strong> ha scattato alcune <strong><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.331497956920869.74613.136179119786088&amp;type=1&amp;l=9e82c91d38" target="_blank">fotografie</a></strong>, fissando in immagini quell&#8217;esperienza. Alessandro si muove con un decoder coperto di segni e graffi, si avvicina a un quadro e cerca di raccogliere il suono del colore steso sulla tela. Nicola cammina con il microfono montato su un supporto di legno, il frammento di una sedia raccolto da un maestro impagliatore della città vecchia. Attraverso il microfono l&#8217;ascolto prende nuove direzioni. Qualcuno è infastidito, qualcun altro accetta l&#8217;intrusione. Le due scatole nere e il microfono diventano presenze familiari. C&#8217;è chi vuole farsi sentire, chi parla sottovoce, chi grida. C&#8217;è chi ride e chi evoca una visione generata da un quadro, da una certa gradazione di rosso, da un velo di garza steso su una tela.<br />
Attraverso l&#8217;esperienza collettiva, <strong>DMAV</strong> prende in prestito le voci delle persone e le usa per dipingere un quadro fatto di suoni. La performance iniziale vuole essere un centro di irradiazione aperto a interventi successivi. L&#8217;installazione <strong>Voi vedete quello che gli altri non vedono</strong>, con il lavoro condiviso di Peppe De Marco, Alessandro Rinaldi, Nicola Gaiarin e Stefania Ugatti diventerà un luogo da abitare attraverso interventi successivi, in altri spazi, in altri tempi, con altre persone ad accompagnare il percorso.</p>
<p><em>L&#8217;immagine in evidenza e le altre, <strong><a href="https://www.facebook.com/media/set/?set=a.331497956920869.74613.136179119786088&amp;type=1&amp;l=9e82c91d38" target="_blank">visibili sulla pagina Facebook dei Circoli</a></strong>, sono state gentilmente concesse dall&#8217;artista <strong>Pinella Palmisano</strong>. Grazie, Pinella! <img src='http://www.circolidiascolto.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley colorbox-465' /> </em></p>
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		<title>Fabbricatori per caso &#8211; I puntata</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 14:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Tinunin</dc:creator>
				<category><![CDATA[The Village]]></category>
		<category><![CDATA[fabbricatori di idee]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Città impresa]]></category>
		<category><![CDATA[Oded Shenkar]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Città Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2 maggio scorso, The Village ha ricevuto il Premio Città Impresa 2012 presso la Fiera della Vicenza, dove si inaugurava il Festival Città Impresa. Giovanna Tinunin di DOF ha scritto una sorta di "telecronaca" della giornata e ne pubblichiamo la prima parte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.circolidiascolto.org/esperienze/village/fabbricatori-per-caso-prima-puntata/attachment/img1182/" rel="attachment wp-att-473"><img class="wp-image-473 aligncenter colorbox-471" title="IMG1182" src="http://www.circolidiascolto.org/wp-content/uploads/2012/05/IMG1182-610x813.jpg" alt="" width="549" height="732" /></a></p>
<p>Oggi è il 2 maggio. A Vicenza inaugura il <strong><a href="http://www.festivaldellecittaimpresa.it/">Festival Città Impresa</a></strong>, 5 giorni di eventi dedicati al potenziale e alla <strong>capacità di innovazione del Nordest</strong>. Oggi, per il calcio d&#8217;inizio, c&#8217;è pure il Ministro Passera. E ci saremo anche noi. Un giorno ad Alessandro è arrivata la telefonata di una signorina gentile che gli ha detto più o meno: &#8220;Ho il piacere di comunicarle che <strong>The Village</strong> è fra i vincitori del <strong>Premio Città Impresa</strong>!&#8221; Risposta: &#8220;Ah, sì?&#8221; Abbiamo scoperto così che, grazie al coinvolgimento nel progetto e alla partnership di importanti realtà istituzionali e scientifiche, il nostro gioco per lo sviluppo delle comunità sociali è giunto all&#8217;attenzione del Comitato selezionatore ed è stato ritenuto meritevole di essere inserito fra i &#8220;1000 fabbricatori di idee del Nordest&#8221;. Quindi, fabbricatori per caso, ma molto felici <img src='http://www.circolidiascolto.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley colorbox-471' /><br />
Arriviamo per tempo, un po&#8217; perché non sappiamo esattamente dove<span style="text-align: center;"> andare e un po&#8217; perché siamo tendenzialmente tutti e tre (io, Alessandro e Nicola) dei circolari, il che significa che per noi il tempo è una variabile soggettiva che va piegata alla vita e non il contrario. Oggi no, oggi siamo sul posto addirittura in anticipo, tanto che c&#8217;è pure il tempo per un gelatino. Col caldo che fa ci sta proprio bene!</span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inizio della manifestazione è previsto alle 17.30, ma la mail con cui ci è stato confermato l&#8217;invito dice che è meglio essere là prima, per la registrazione. Mentre parcheggiamo vedo da lontano Luca De Biase, un &#8220;fabbricatore eccellente&#8221;. Alle 16.15 siamo davanti all&#8217;ingresso, hanno appena scellofanato il tappeto rosso davanti alla porta.<br />
Capiamo subito che dovremo dividerci perché <strong>Orietta</strong> (<strong>Antonini</strong>, direttrice di <strong>Coop. Itaca</strong>, nostro partner in The Village), che nel frattempo ci ha raggiunti con il resto della comitiva Itaca (Leo, Massimo e Paola), è la prescelta per salire sul palco, mentre noi seguiremo la premiazione dalla platea. Per cui, a lei non resta che imboccare l&#8217;ingresso VIP, mentre noi saliamo le nostre brave scale fino al piano superiore. Il primo piano è occupato da file di persone che si registrano in qualità di premiati (senza diritto di palco) e pubblico normale. A tutti i premiati viene consegnato un pacchettino, il cui contenuto scopriremo fra poco. Come sempre, mi diverto a osservare l&#8217;organizzazione. Dieci anni di organizzazione di eventi culturali mi fanno ormai notare la più piccola incertezza, le falle di coordinamento, la differenza fra chi può improvvisare e chi si deve limitare a seguire delle disposizioni, ma pare che qui tutto fili bene. È pur sempre una fiera, abituata alle folle. Entro in sala, mentre i ragazzi ne approfittano per una riunione veloce su un altro progetto comune in fase di costruzione, ma subito mi rendo conto che mentre nella hall la rete wi-fi è aperta, all&#8217;interno ci vogliono chiave e password. Mi chiedo il perché e cerco di capire come avere i dati che mi servono, adocchio una gentile signorina che ho precedentemente individuato come “quella che comanda” (e infatti non mi sbaglio, d&#8217;altronde era facile, è l&#8217;unica a indossare un paio di scarpe rosse, laddove tutti gli altri sono in divisa black su black). Mi allunga un foglio con dei numeri, che scoprirò – ma solo una volta seduta, perché sono per natura fiduciosa – che non funzionano e che mi dovrò affidare al mio 3G e alla batteria dello smart phone (ovviamente, la sala convegni è molto bella ed elegante, ma è stata costruita quando non si immaginava che ogni seduta avesse bisogno di un punto di contatto col resto del mondo). Quindi, sono seduta e aspetto, dedicandomi al mio sport preferito in simili frangenti: <strong>osservare le persone e twittare</strong>. Sono tutti abbastanza gai, alcuni addirittura elettrizzati per il solo fatto di essere lì, ci sono signore vestite come per un matrimonio e, come spesso capita in occasioni come questa, la maggioranza dei presenti indossa abiti che coprono tutte le <em>nuances</em> dal nero al grigioperla, con qualche rarissima eccezione di colore (come la casacca rosso fuoco di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ilaria_Capua" target="_blank">Ilaria Capua</a></strong>, sul palco). Sono proprio contenta di aver scelto questa giornata per  inaugurare il mio golfino a pois rossi e blu <img src='http://www.circolidiascolto.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley colorbox-471' /><br />
Siamo in pochi ad avere già sguainato i nostri tablet o notebook e ci guardiamo di sfuggita, ma con impercettibili espressioni di riconoscimento reciproco, neanche fossimo i membri di qualche setta carbonara.<br />
I miei amici e colleghi sono entrati dopo di me e ora siedono da tutt&#8217;altra parte, vedo che ridono e mi consolo leggendo i tweet della mia timeline.<br />
Arrivano le 17.50 e l&#8217;atmosfera comincia a farsi un po&#8217; tesa. È una festa, ma siamo pur sempre in Veneto e si vede che molti hanno fretta di tornare al lavoro! Io me la godo ad ascoltare in modo innocente i discorsi dei vicini di poltrona, ma i ritardi sul programma mi irritano. Guardo verso il palco, dove sono disposte in 6 file ordinate sedie di cartone pressato di design, con sopra stampato il nome di uno dei vincitori (Orietta la sua se l&#8217;è portata a casa e gliela invidio molto). Parte un primo timido applauso di incoraggiamento, che però non produce effetti. C&#8217;è ancora qualche seduta di cartone che aspetta il proprio occupante e lo stesso vale per la prima fila in platea, di solito riservata alle autorità. E infatti ecco arrivare Zaia, che guadagna velocemente il sottopalco fra strette di mano e pacche sulla spalla. Gli applausi sono ancora più timidi di quelli per stimolare l&#8217;inizio dei lavori e arriva pure qualche fischio. Pensa te, mi dico. Quando fa il suo ingresso il ministro Passera gli va un po&#8217; meglio, ma di poco.<br />
Finalmente, si comincia. La signorina che presenta la serata attacca subito con un bel discorso sull&#8217;urgenza di trovare una <strong>narrazione</strong> che restituisca un&#8217;immagine nuova del Nordest, di uno storytelling che guardi al futuro (ora che la prima parola di moda del momento è stata messa sul piatto mi sento già più tranquilla). Viene spiegato il senso del <strong>Premio Città d&#8217;Impresa</strong>: 1000 volti (che ancora non lo sappiamo, ma passeranno a scorrimento sul maxischermo dietro il palco più e più e più volte) per 1000 “<strong>fabbricatori di idee</strong>” e questa dei fabbricatori, devo dire, anche se non è una trovata perfettamente riuscita sul piano linguistico, è invece azzeccata per il concetto a cui rimanda: persone e realtà che hanno avuto un&#8217;idea per migliorare la vita delle persone facendo qualcosa di nuovo cui altri non avevano mai pensato e che poi l&#8217;hanno saputa realizzare. Bel concetto, non c&#8217;è che dire, ed è bello pensare che un gioco come <strong>The Village</strong> possa far parte di tutto questo.<br />
Seguono i saluti di rito del Presidente della Fiera <strong>Roberto Ditri</strong> e del direttore del festival <strong>Filiberto Zovico</strong>. È il momento del doveroso richiamo all&#8217;innovazione, caratteristica che distingue il leader dai follower, e non manca un accenno a Steve Jobs (la vicina chiede all&#8217;amica “chi xeo questo?”), divenuto ormai uomo per tutte le stagioni dell&#8217;innovazione. Interessante l&#8217;appello ad abbandonare la mentalità dei solisti di impresa e a reinventare il modello d&#8217;impresa che ha fatto crescere il Nordest fino a una decina d&#8217;anni fa, puntando su etica pubblica e buon governo come valori portanti di imprese, società e istituzioni.<br />
Viene introdotto il tema dei rapporti con la Cina, perché il prossimo ospite a salire sul podio sarà <strong>Oded Shenkar</strong>, docente statunitense di management internazionale presso il Fisher College of Business dell&#8217;Ohio State University, di cui è uscito in Italia nel 2005 <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788883636943/shenkar-oded/secolo-della-cina-l-impatto.html" target="_blank">Il secolo della Cina</a></em> (anche se credo sia stato invitato per il suo più recente, ma non tradotto, <em><a href="http://www.amazon.com/Copycats-Companies-Imitation-Strategic-ebook/dp/B005DI8XN0" target="_blank">Copycats: How Smart Companies Use Imitation to Gain a Strategic Edge</a></em>). Gli organizzatori hanno annunciato con un certo ottimismo il suo intervento come <em>lectio magistralis</em> (durerà invece abbastanza poco). Sono curiosa di sentirlo.</p>
<p style="text-align: justify;">(<em><strong>continua</strong></em>)</p>
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		<title>Diverso da chi? Diversity Management e benessere organizzativo</title>
		<link>http://www.circolidiascolto.org/blog/diversity-management-benessere-organizzativo/</link>
		<comments>http://www.circolidiascolto.org/blog/diversity-management-benessere-organizzativo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 13:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Tinunin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[benessere organizzativo]]></category>
		<category><![CDATA[Diversity Management]]></category>
		<category><![CDATA[GLBT]]></category>
		<category><![CDATA[IKEA]]></category>
		<category><![CDATA[Parks-Liberi e Uguali]]></category>
		<category><![CDATA[politiche di genere]]></category>

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		<description><![CDATA[Valorizzare la persona in tutte le sue particolarità e sviluppare il talento in azienda : questo il compito del "diversity manager". Una recente indagine promossa da IKEA fotografa un aspetto particolare di questo ambito di intervento ovvero l'inclusione del personale GLBT all'interno dell'organizzazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.circolidiascolto.org/blog/diversity-management-benessere-organizzativo/attachment/ikea_parks_diversity/" rel="attachment wp-att-461"><img class="aligncenter size-full wp-image-461 colorbox-460" title="IKEA_Parks_Diversity" src="http://www.circolidiascolto.org/wp-content/uploads/2012/04/IKEA_Parks_Diversity.jpg" alt="" width="599" height="366" /></a></p>
<p>Quello della diversità sui luoghi di lavoro &#8211; e della possibile discriminazione che ne può derivare – è un tema ancora molto poco discusso in Italia e si accompagna ad altri fenomeni preoccupanti, come ad esempio la mancanza di un dibattito pubblico sulle implicazioni dell&#8217;ingresso sempre maggiore all&#8217;interno del mercato del lavoro di persone che provengono da altre culture o gli scarsi e inefficaci interventi mirati a riequilibrare il rapporto maschile/femminile in sede di rappresentanza politica o posizioni dirigenziali. Eppure, la mancata accettazione o anche la semplice difficoltà a condividere con i colleghi la propria specificità in termini anagrafici, di genere o culturali può rappresentare un fattore di rischio importante legato alla dimensione del benessere organizzativo. In altri paesi, soprattutto negli USA, campioni del politically correct, esiste fin dai primi anni &#8217;90 una definizione per la modalità di gestione aziendale che si occupa di presidiare e gestire questi aspetti: si tratta del “<strong>diversity management</strong>”. In Italia, esistono alcune esperienze interessanti, ma sono ancora troppo poche, come quella della <strong><a href="http://www.istud.it/attivita_ricerca/tematiche_chiave/diversity.aspx " target="_blank">Fondazione ISTUD</a></strong> o quella dell&#8217;<strong><a href="http://www.sdabocconi.it/it/ricerca/osservatori/osservatorio_sul_diversity_management/" target="_blank">Osservatorio sul Diversity Management</a></strong> promosso dalla <strong>SDA Bocconi School of Management</strong>, un “network di aziende che hanno nella loro missione la gestione delle diversità: di genere, fasi del ciclo di vita, cultura, abilità”.</p>
<div id="toc_container" class="toc_wrap_right no_bullets"><p class="toc_title">Indice dei contenuti</p><ul class="toc_list"><li><a href="#Diversity_Management_un_altro_modo_di_guardare_al_talento_all8217interno_delle_organizzazioni">1 Diversity Management: un altro modo di guardare al talento all&#8217;interno delle organizzazioni</a></li><li><a href="#Il_rapporto_IKEA-Parks">2 Il rapporto IKEA-Parks</a></li><li><a href="#Link_di_approfondimento">3 Link di approfondimento</a></li></ul></div>
<h2><span id="Diversity_Management_un_altro_modo_di_guardare_al_talento_all8217interno_delle_organizzazioni">Diversity Management: un altro modo di guardare al talento all&#8217;interno delle organizzazioni</span></h2>
<p>Il diversity management è un approccio alla gestione delle risorse umane che parte dal presupposto che <strong>valorizzare la persona</strong> e le sue specificità generi benefici per lei e per l&#8217;organizzazione, la quale massimizza così l&#8217;apporto di tutte le sue componenti, trasformandolo in risultato economico. La diversità va coltivata perché crea ricchezza, migliora la qualità della vita delle persone all&#8217;interno dell&#8217;azienda e consente all&#8217;azienda stessa di lavorare sulla propria responsabilità sociale d&#8217;impresa. È quindi solo con una cultura organizzativa matura rispetto a questi temi e sostenuta da politiche consapevoli che si può sostenere e valorizzare il talento, in tutte le sue forme.</p>
<p>Nella gestione della “diversità” in azienda rientrano, ovviamente, anche le <strong>politiche di genere</strong>. Purtroppo, anche su questo sappiamo quanto il nostro paese fatichi ad adeguarsi agli standard internazionali. Il dibattito mai concluso sulle quote rosa è solo uno dei segnali di una difficoltà a scardinare convinzioni, abitudini e modalità di lavoro tanto radicate quanto dannose e che si traducono, per esempio, nella scarsa presenza femminile in termini percentuali all&#8217;interno delle organizzazioni, soprattutto via via che ci si sposta verso le posizioni apicali.</p>
<h2><span id="Il_rapporto_IKEA-Parks">Il rapporto IKEA-Parks</span></h2>
<p>Scendendo ancora più nello specifico e spostandosi dalla diversità di genere a quella di orientamento sessuale, il <em>diversity manager</em> deve preoccuparsi anche della possibile discriminazione che possono subire gay, lesbiche, bisessuali e trans sui luoghi di lavoro. Dati che si riferiscano al contesto organizzativo italiano e che aiutino a capire se e quanto siamo lontani dalla parità di trattamento sul luogo di lavoro delle persone <strong>GLBT</strong> sono scarsi, per cui è sempre utile registrare iniziative come quella promossa all&#8217;inizio di quest&#8217;anno da <strong>IKEA Italia</strong>, in collaborazione con “<strong><a href="http://www.parksdiversity.eu/" target="_blank">Parks-Liberi e Uguali</a></strong>”, un’associazione di imprese che aiuta le aziende a implementare politiche di inclusione per tutti i dipendenti, con un focus particolare verso le persone GLBT (e di cui IKEA è socio-fondatore). L&#8217;indagine promossa da IKEA (prima in Italia nel suo genere) ha visto la somministrazione di 500 questionari ad altrettanti dipendenti IKEA delle sedi di Bologna, Roma e Catania (di cui 71, pari al 14%, si sono dichiarati GLBT) e indicano che<strong> l’85% dei lavoratori non avrebbe alcun problema a lavorare con colleghi che hanno manifestato pubblicamente la propria “diversità”</strong>. Il rapporto contiene altri indicatori interessanti che è possibile approfondire direttamente sul sito dell&#8217;associazione e non può essere considerato indicativo della situazione italiana, soprattutto tenuto conto del fatto che parliamo di una grande azienda con forte presenza globale e la capacità di “importare” dall&#8217;estero politiche e comportamenti organizzativi nuovi per il nostro contesto nazionale. Rappresenta tuttavia un segnale positivo di un&#8217;attenzione in crescita verso il benessere dei singoli lavoratori e di una volontà di studio e approfondimento dei fenomeni discriminatori, unico presupposto serio all&#8217;introduzione di politiche sulla diversity realmente efficaci. Speriamo che sia il primo di molti che ci aiutino a capire in che direzione lavorare per aumentare l&#8217;inclusione di tutti i lavoratori all&#8217;interno delle organizzazioni e, perché no?, per aiutare la società tutta a fare un passo avanti rispetto alla valorizzazione – finalmente – della Persona con la P maiuscola <img src='http://www.circolidiascolto.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley colorbox-460' /> </p>
<h2><span id="Link_di_approfondimento">Link di approfondimento</span></h2>
<p>La <a href=" http://www.parksdiversity.eu/featured/ikea-e-parks-presentano-i-risultati-della-prima-indagine-svolta-in-italia-sull%E2%80%99inclusione-di-gay-lesbiche-bisessuali-e-trans-sul-posto-di-lavoro/" target="_blank">notizia</a> del rapporto IKEA sul sito di “<strong>Parks-Liberi e Uguali</strong>”<br />
Simona Ricotta, <strong><a href=" http://www.psicologiadellavoro.com/gestione-hr/151-il-diversity-management" target="_blank">Il Diversity Management<br />
</a></strong>SDA Bocconi, <strong><a href="http://www.sdabocconi.it/it/ricerca/osservatori/osservatorio_sul_diversity_management/" target="_blank">Osservatorio sul Diversity Management</a></strong><br />
<strong><a href="http://www.unito.it/unitoWAR/ShowBinary/FSRepo/Z003/Allegati/alta_formazione_pari_opportunita/atti%20diversity%20management.pdf" target="_blank">Diversity Management. Modelli, Metodi e Case Study</a></strong>, Raccolta contributi della Scuola di Alta Formazione in Diversity Management dell&#8217;Università di Torino (16-20 novembre 2009)<br />
Fondazione ISTUD, <strong><a href="http://www.istud.it/attivita_ricerca/tematiche_chiave/diversity.aspx" target="_blank">Diversity Management e politiche di genere<br />
</a><a href="http://www.centrostudilogos.com/news_ita/upload/uploads/Diversity%20management_NewsViews.pdf" target="_blank">Diversity Management</a></strong>, Intervista a Giovanna Giuffredi</p>
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		<title>Il negozio del futuro? Forse è quello dove non si paga</title>
		<link>http://www.circolidiascolto.org/blog/passamano-il-negozio-free/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 17:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Tinunin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[free]]></category>
		<category><![CDATA[Passamano]]></category>
		<category><![CDATA[retail]]></category>
		<category><![CDATA[riutilizzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un "negozio" davvero particolare dove si "compra" senza pagare: è a Bolzano, e si chiama PASSAMANO.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter colorbox-457" src="http://www.greenme.it/images/stories/free_shop.jpg" alt="" width="564" height="292" /></p>
<p>Un &#8220;negozio&#8221; davvero particolare dove non servono banconote, né monete per prendere ciò che ti serve. L&#8217;idea è di quelle colpiscono: si tratta di &#8220;Passamano&#8221;, il primo non-negozio basato sulla filosofia del <strong>recupero</strong> e del <strong>riutilizzo</strong>, dove cioè si &#8220;compra&#8221; senza pagare, perché gli oggetti non hanno prezzo. Anzi, qui si possono prendere e portare senza denaro in cambio.</p>
<p>Nato grazie a un gruppo di volontari che non ricevono compenso e che chiedono solo una libera offerta facoltativa per coprire le spese fisse del negozio, il <strong>Freeshop Passamano</strong> è stato inaugurato, per essere messo a disposizione della collettività, sabato scorso a <strong>Bolzano</strong>, precisamente in via Rovigo 22/C. Il progetto appartiene a una rete di iniziative che favoriscono il riuso dei beni e un approccio più cosciente con le risorse e lottano contro gli sprechi, la società dei consumi, l&#8217;usa e getta. Ma come funziona? Semplice: ci vai, cerchi tra gli scaffali quello che ti piace e lo prendi senza pagare niente. Potrai poi mettere a disposizione qualcosa di tuo che non utilizzi più o lasciare offerte volontarie per il pagamento delle spese della struttura.<br />
→ Leggi l&#8217;<a href="http://www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/7436-passamano-negozio-free">articolo completo</a> di <strong>Roberta Ragni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The Village fra i 1000 &#8220;fabbricatori di idee&#8221; del Nordest!</title>
		<link>http://www.circolidiascolto.org/esperienze/village/premio-citta-impresa-a-the-village/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 08:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Tinunin</dc:creator>
				<category><![CDATA[The Village]]></category>
		<category><![CDATA[competenze sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Città impresa]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Città Impresa 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Con grande gioia annunciamo che THE VILLAGE è uno dei progetti vincitori del Premio Città impresa 2012! Riceverà il premio mercoledì 2 maggio presso la Fiera di Vicenza, nell'ambito dell'inaugurazione del Festival Città Impresa e alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.circolidiascolto.org/esperienze/village/premio-citta-impresa-a-the-village/attachment/premio-timbro-def-300dpi/" rel="attachment wp-att-452"><img class="aligncenter size-full wp-image-452 colorbox-451" title="Premio timbro DEF 300dpi" src="http://www.circolidiascolto.org/wp-content/uploads/2012/04/Premio-timbro-DEF-300dpi.jpg" alt="" width="591" height="591" /></a></p>
<p>È con grande gioia che annunciamo che <strong><a href="http://www.circolidiascolto.org/esperienze/the_village/">THE VILLAGE</a></strong>, il gioco per lo sviluppo delle competenze e delle comunità sociali è uno dei progetti vincitori del <strong><a href="http://www.festivaldellecittaimpresa.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=51&amp;Itemid=115&amp;lang=it">Premio Città impresa 2012</a></strong>! Il premio, istituito dal <strong><a href="http://www.festivaldellecittaimpresa.it/index.php">Festival Città Impresa</a></strong>, è dedicato ai “<strong>fabbricatori di idee</strong>”, cioè a “imprese, enti, associazioni e singoli individui che contribuiscono ogni giorno con il loro lavoro, idee e passione a far crescere il territorio del Nordest, e, con esso, l’intero Paese, esempi di successo di promozione di una cultura dell’innovazione, esperienze di sintesi di tradizione manifatturiera e creatività, best practices nel settore del profit e del non profit.” Un’iniziativa che, nelle intenzioni degli organizzatori, si offre come occasione di visibilità per la dimensione progettuale del Nordest, ma anche di incontro fra i premiati, che avranno così la possibilità di condividere “visioni” e prospettive.<br />
Quando riceveremo il premio? <strong>Mercoledì 2 maggio alle 17.30 presso la Fiera di Vicenza</strong>, nell&#8217;ambito dell&#8217;inaugurazione del festival e alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico <strong>Corrado Passera</strong>.</p>
<h2><strong>Il Festival Città Impresa</strong></h2>
<p>Arrivato alla sua quinta edizione, il festival è una settimana di incontro e confronto a livello europeo su idee, proposte e modelli per rinnovare il tessuto produttivo e affermare una nuova fase di sviluppo sostenibile. Protagoniste le aziende che innovano, che puntano sulla creatività e/o su rinnovate sapienze artigiane, ma anche le città che producono idee, creano luoghi – spesso all’interno di antichi stabilimenti industriali – dove le idee si incontrano e si scambiano, dove il rapporto tra cultura, creatività ed impresa crea contaminazioni e produce nuove suggestioni.</p>
<p>Festival curioso, questo, che fin dalla sua nascita si è posto come punto di riferimento di un territorio vasto e variegato come il Nordest, nella consapevolezza che per vincere la sfida competitiva determinata dalla crisi globale occorre puntare sì sulla tradizione di un territorio e del suo tessuto economico, ma scommettendo allo stesso tempo su elementi centrali di sviluppo quali idee, creatività, innovazione e sostenibilità. A sostenere il tutto, la convinzione che il Nordest sia una grande fabbrica di idee che può dare un contributo ancora maggiore alla rinascita italiana e europea, a patto che sia unito e che ragioni in rete. Tema di quest&#8217;anno: “Le fabbriche delle idee. Cultura, innovazione e sostenibilità per la competitività dei territori e delle imprese”.</p>
<h2><strong>Cinque giorni dedicati a idee, innovazione e sostenibilità</strong></h2>
<p>La capacità di reinventarsi, di trovare nuovi modelli produttivi e di innovare anche sul piano sociale, in un&#8217;ottica di interdipendenza e integrazione fra impresa, comunità e territorio diventa perciò il focus del programma del festival: cinque giornate fitte di appuntamenti (<strong>dal 2 al 6 maggio</strong>), distribuiti in <strong>35 località del Nordest</strong>, tra cui 5 Città Impresa: Schio (Vi), Federazione dei Comuni del Camposampierese (Pd), San Daniele del Friuli (Ud), Riviera del Brenta-Miranese (Ve), Pieve di Soligo (Tv). Oltre un centinaio gli eventi in cartellone per un’edizione che punta al record di 200mila partecipanti e vedrà, fra i relatori internazionali, Oded Shenkar, economista statunitense teorico dell’imitazione innovativa, e Ben Casnocha, blogger e viaggiatore definito da BusinessWeek “uno dei migliori giovani imprenditori americani” (il programma completo è consultabile sul sito <strong><a href="http://www.festivaldellecittaimpresa.it/index.php?option=com_eventlist&amp;view=eventlist&amp;Itemid=55&amp;lang=it">www.festivalcittaimpresa.it</a></strong>).</p>
<p>Di assoluto interesse, sarà poi <strong>sabato 5 maggio</strong> la <strong>Notte Verde del Nordest</strong>, che metterà in connessione città e quartieri dell’area metropolitana tra Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Promossa da <a href="http://www.nordesteuropa.it/">Nordesteuropa.it</a> in collaborazione con Sette Green e la media partnership di Ansa, Radio 24 e IcMoving Channel, la maratona green si snoderà in contemporanea attraverso una eco-mappa che coinvolge oltre 20 città e territori: Padova, Venezia, Vicenza, Udine, Gorizia, Adria, Bassano del Grappa, Borgo Valsugana, Federazione dei Comuni del Camposampierese, Mel, Miranese e Riviera del Brenta, Pieve di Soligo, Valdagno.<br />
Durante il giorno, e fino a notte fonda, ciascuna realtà approfondirà una sfumatura della green economy con iniziative ad hoc: energia, mobilità, paesaggio e agricoltura, economia, gestione dei rifiuti, turismo, ricerca scientifica, bio-architettura e design, nuove professioni e formazione. (per informazioni: <a href="http://www.festivaldellecittaimpresa.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=44&amp;Itemid=108&amp;lang=it">www.notteverdenordest.it</a>).</p>
<p>Siamo orgogliosi di far parte di tutto questo e curiosi di incontrare gli abitanti di altri “villaggi”, con cui potranno forse nascere nuovi interessanti “gemellaggi”.</p>
<p>È in questi momenti che ci sentiamo ancora più orgogliosi di aver scelto di aprire le porte del Villaggio dell&#8217;innovazione sociale, perciò GRAZIE a tutti i “fabbricatori di idee” che stanno sostenendo <strong>THE VILLAGE</strong> nel suo viaggio – appena cominciato – all&#8217;interno di organizzazioni e comunità che vogliono crescere senza dimenticarsi delle persone e delle loro capacità!!</p>
<p><a href="http://www.festivaldellecittaimpresa.it/index.php">Il sito ufficiale del festival</a></p>
<p><a href="http://www.insidethevillage.org/">Il sito di THE VILLAGE</a></p>
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		<title>Arte e ascolto</title>
		<link>http://www.circolidiascolto.org/visioni/arte-ascolto/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 10:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Tinunin</dc:creator>
				<category><![CDATA[DMAV - Dalla maschera al volto]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[ascolto]]></category>
		<category><![CDATA[Circoli e arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[DMAV]]></category>
		<category><![CDATA[SOPRAFFACTIONS]]></category>
		<category><![CDATA[Voi vedete ciò che gli altri non vedono]]></category>
		<category><![CDATA[XIV Settimana della cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa significa "ascoltare" un'opera d'arte? Nicola Gaiarin ci racconta le sue riflessioni in vista di SOPRAFFACTIONS SALERNO.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.circolidiascolto.org/visioni/arte-ascolto/attachment/ray_duchamp-2/" rel="attachment wp-att-445"><img class="aligncenter size-full wp-image-445 colorbox-443" title="Ray_Duchamp" src="http://www.circolidiascolto.org/wp-content/uploads/2012/04/Ray_Duchamp1.jpg" alt="" width="600" height="454" /></a></em></p>
<p><em>Come già annunciato in un <a href="http://www.circolidiascolto.org/visioni/dmav-dalla-maschera-al-volto/voi-vedete-cio-che-gli-altri-vedono-sopraffactions/">post</a> precedente, fra qualche giorno il collettivo <strong><a href="http://www.dallamascheraalvolto.it/">DMAV</a></strong> parteciperà alla tappa salernitana di <strong>SOPRAFFACTIONS</strong>, nell&#8217;ambito della <strong>XIV Settimana della Cultura</strong>.</em><br />
<em><strong>Nicola Gaiarin</strong> (che insieme ad <strong>Alessandro Rinaldi</strong> rappresenterà il collettivo in trasferta) si sta preparando e condivide qui alcune riflessioni sul rapporto fra arte e ascolto:</em></p>
<h2><em></em>L&#8217;ascolto come performance</h2>
<p>Cosa significa ascoltare un&#8217;opera d&#8217;arte? Credo sia questione di incontri che si realizzano e di affetti che circolano. Troppo spesso l&#8217;opera si offre attraverso una serie di mediazioni che, anziché favorire l&#8217;incontro, creano una distanza tra l&#8217;esperienza artistica e i potenziali fruitori. A volte, naturalmente, la mediazione di un curatore o di un critico può rappresentare un momento fondamentale per offrire a chi guarda una cornice di senso. Il problema nasce quando la cornice di senso si presenta come unica e inamovibile.<br />
Se, almeno da Duchamp in poi, l&#8217;opera entra in una risonanza particolare con il contesto all&#8217;interno del quale si trova ad essere inserita, l&#8217;attivazione di un circuito di ascolto non è altro che un modo per operare un rilancio di questa stessa risonanza. Il ready made duchampiano era l&#8217;occasione per mettere in questione le cornici abituali che venivano disposte attorno all&#8217;opera, correndo il rischio di neutralizzarla. La selezione di un oggetto per creare un ready made, in quanto gesto di destrutturazione del contesto dell&#8217;opera e dichiarazione, allo stesso tempo, della potenza di trasformazione dell&#8217;artista, era l&#8217;occasione per affermare la qualità artistica del gesto stesso. Inserire un orinatoio rovesciato all&#8217;interno di un museo era in se stesso un atto artistico, e la materialità della poiesis, del fare artistico, veniva messa in discussione attraverso una scoperta fondamentale: l&#8217;operazione dell&#8217;artista era anche un&#8217;operazione mentale. Intendendo, però, la mente come una dimensione del tutto incarnata, una potenza plastica, un luogo di emanazione di nuove forme.</p>
<h2>Forme pensabili, prima ancora che percepibili</h2>
<p>Questa smaterializzazione dell&#8217;opera, a favore dell&#8217;operazione interna, era la prima dichiarazione del ruolo eminentemente fisico della dimensione mentale: l&#8217;arte stava diventando performance, un momento in cui l&#8217;affermazione della natura artistica dell&#8217;oggetto era, in senso linguistico, un atto performativo. Un&#8217;affermazione che, per il fatto stesso di essere proferita, creava uno stato di realtà prima inesistente.<br />
Lavorare sull&#8217;ascolto di fronte all&#8217;opera d&#8217;arte, secondo me, significa ritrovare questo tipo di passaggio. La performance cala l&#8217;opera nel tempo e, anzi, fa del tempo la materia prima dell&#8217;opera stessa. Come, al cinema, Tarkovskij parlava della &#8220;pressione del tempo&#8221; sul piano, così, per l&#8217;opera e per l&#8217;artista, affrontare la sfida dell&#8217;ascolto, cioè &#8220;ascoltare lo spettatore che ascolta l&#8217;opera&#8221;, significa accettare che il tempo dell&#8217;opera e il tempo dell&#8217;ascolto si sovrappongano, creando uno nuovo stato della percezione e dell&#8217;affetto. In questa circolazione sta la possibilità di dare un nuovo respiro, una pulsazione, alla dimensione artistica.<br />
Se il tempo è la quarta dimensione che scivola dietro le prime tre, l&#8217;ascolto non è altro che la possibilità di moltiplicare gli strati di tempo, ripiegandoli e facendoli scivolare gli uni negli altri.</p>
<p><strong>SOPRAFFACTIONS PALERMO</strong> avrà luogo <strong>dal 16 al 24 aprile negli spazi espositivi del Palazzo Ruggi d’Aragona</strong>.<br />
Info <strong><a href="http://ambientesa.beniculturali.it/BAP/?q=ufficiostampa&amp;ID=726">QUI</a></strong>.</p>
<p><em>image</em> © Man Ray, <em>Marcel Duchamp photographié pour Obligation pour la roulette de Monte-Carlo</em>, 1924, Centre Pompidou, Musée d’Art Moderne, Paris.</p>
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		<title>Voi vedete ciò che gli altri non vedono: SOPRAFFACTIONS</title>
		<link>http://www.circolidiascolto.org/visioni/voi-vedete-cio-che-gli-altri-vedono-sopraffactions/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 10:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Tinunin</dc:creator>
				<category><![CDATA[DMAV - Dalla maschera al volto]]></category>
		<category><![CDATA[Visioni]]></category>
		<category><![CDATA[Circoli e arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[DMAV]]></category>
		<category><![CDATA[SOPRAFFACTIONS]]></category>
		<category><![CDATA[Voi vedete ciò che gli altri non vedono]]></category>
		<category><![CDATA[XIV Settimana della cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell'ambito della 14° Settimana della Cultura, torna “Voi vedete ciò che gli altri non vedono". Il collettivo DMAV sarà presente a “Sopraffactions Salerno” con un intervento di facilitazione sull'arte contemporanea.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.circolidiascolto.org/visioni/voi-vedete-cio-che-gli-altri-vedono-sopraffactions/attachment/artpaz6x3/" rel="attachment wp-att-441"><img class="aligncenter size-large wp-image-441 colorbox-440" title="artPaz6x3" src="http://www.circolidiascolto.org/wp-content/uploads/2012/04/artPaz6x3-610x304.jpg" alt="" width="610" height="304" /></a></p>
<p>In occasione della <strong>XIV Settimana della Cultura</strong> (14/22 aprile 2012), la <strong>Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l&#8217;architettura e l&#8217;arte contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali</strong>, la <strong>Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino</strong>, con il contributo della <strong>Camera di Commercio di Salerno</strong> e del <strong>Comune di Salerno</strong>, nell’ambito della <strong>II edizione di “Voi vedete ciò che gli altri non vedono: l’arte raccontata dal pubblico”</strong>, presentano <strong>SOPRAFFACTIONS SALERNO</strong>.</p>
<div id="toc_container" class="toc_wrap_right no_bullets"><p class="toc_title">Indice dei contenuti</p><ul class="toc_list"><li><a href="#Voi_vedete_ci_che_gli_altri_non_vedono">1 Voi vedete ciò che gli altri non vedono</a></li><li><a href="#DMAV_per_Sopraffactions">2 DMAV per Sopraffactions</a></li><li><a href="#Sopraffactionsstoria_di_un_progetto">3 “Sopraffactions”: storia di un progetto</a></li><li><a href="#Info_utili">4 Info utili</a></li></ul></div>
<h2><span id="Voi_vedete_ci_che_gli_altri_non_vedono">Voi vedete ciò che gli altri non vedono</span></h2>
<p>È passato già un anno da quando vi abbiamo <strong><a href="http://www.circolidiascolto.org/esperienze/voi-vedete-cio-che-gli-altri-vedono-larte-raccontata-dal-pubblico/">parlato</a></strong> per la prima volta di <strong>“Voi vedete ciò che gli altri non vedono: l’arte raccontata dal pubblico”</strong>, ospitata a Palazzo Ruggi D’Aragona a Salerno il 9 e il 10 aprile 2011. In quell&#8217;occasione, <strong>Alessandro Rinaldi</strong> e <strong>Nicola Gaiarin</strong> avevano attraversato mezza Italia per partecipare, in qualità di facilitatori, a un&#8217;iniziativa particolare di riavvicinamento del pubblico all&#8217;opera d&#8217;arte contemporanea.</p>
<p>Era andata più o meno così:</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/eVvRFjc8gWU" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Ed ecco arrivare la seconda edizione con <strong>“Sopraffactions Salerno”</strong>, quarta tappa di una mostra itinerante e in progress attraverso le regioni d’Italia, <strong>che ha la particolarità di arricchirsi di nuove opere a ogni tappa</strong>. In ogni tappa, infatti, tre artisti locali sono invitati a realizzare quattro opere su tela che diventano oggetto di scambio. Ciascun artista utilizza le opere, di cui è entrato in possesso, come base per la realizzazione di nuovi lavori a propria firma esclusiva. <strong>Non lavori condivisi a quattro mani, ma sopraffazioni a tutti gli effetti</strong>, dove nessuna possibilità di intervento è preclusa. L’operazione, dal carattere provocatorio, mette in discussione l’inviolabilità dell’opera d’arte, comunemente ritenuta immutabile nel tempo. Un atto innovativo di artisti che offrono all’altrui intervento le proprie opere, con la convinzione che soltanto alimentandoci di quanto ci circonda, comprese quindi le altrui rappresentazioni, è possibile costruire la nostra unicità.<br />
<strong>Claudio Bozzaotra</strong>, <strong>Enrica Capone</strong> e <strong>Pinella Palmisano</strong> sono gli artisti campani autori di opere realizzate per l’occasione con veri e propri interventi di sopraffazione.</p>
<h2><span id="DMAV_per_Sopraffactions">DMAV per Sopraffactions</span></h2>
<p><strong>DOF</strong> sarà presente fisicamente a Salerno con il suo &#8220;braccio artistico armato&#8221; <strong><a href="http://www.dallamascheraalvolto.it/">DMAV</a></strong>. Il collettivo, nato come movimento di ricerca e azione sociale di &#8220;agitazione empatica, narrativa e visuale in spazi possibili e impossibili&#8221;, porterà negli spazi espositivi della mostra, ma anche in contesti esterni dove verrà sperimentata una formula di facilitazione per favorire il dialogo e lo scambio fra opera d&#8217;arte e pubblico, istituzione e comunità. Performer on site <strong><a href="http://www.dallamascheraalvolto.it/about/alessandro-rinaldi/">Alessandro Rinaldi</a></strong> e <strong><a href="http://www.dallamascheraalvolto.it/about/nicola-gaiarin/">Nicola Gaiarin</a></strong>!</p>
<h2><span id="Sopraffactionsstoria_di_un_progetto">“Sopraffactions”: storia di un progetto</span></h2>
<p>“Sopraffactions” nasce nel 2009 quando, per un’esposizione romana Luigi Ballarin, Gerardo Di Salvatore e Lughia, produssero quattro lavori ciascuno che, divenuti oggetto di scambio fra gli artisti stessi, furono la base per la realizzazione di nuove opere a firma esclusiva del secondo artista. L’esperienza fu replicata a Fabriano da Anna Massinissa, Gabriele Mazzara e Franco Zingaretti e successivamente a Cosenza da Maria Credidio, Alfredo Granata e Luigia Granata.</p>
<p>A <strong>Salerno</strong> una mostra assolutamente unica realizzata da <strong>12 artisti</strong> con<strong> 48 opere</strong> nel formato 100&#215;100 diverrà laboratorio ideale per l’<strong>Associazione culturale l’art re pazz’</strong> e <strong><a href="http://www.dofcounseling.com/">Dof Consulting</a></strong> che, perseguendo lo scopo di facilitare un dialogo pubblico/opera d’arte generatore di risonanze, testimonianze e vissuti, creeranno le condizioni perché possa emergere una sorta di mosaico percettivo.</p>
<p>La <strong>conferenza di presentazione</strong>, con relativa inaugurazione, avrà luogo <strong>lunedì 16 aprile alle 15.30</strong>. Con il coordinamento di Giulia Fresca (Giornalista e Critica dell’architettura), si avvicenderanno al microfono Gennaro Miccio (Soprintendente Bap di Salerno e Avellino), Vincenzo De Luca (Sindaco di Salerno), Ermanno Guerra (Assessore alla Cultura della Città di Salerno), Guido Arzano (Presidente della Camera di Commercio di Salerno), Alessandro D’Ercole (Direttore artistico della Massenzio Arte), Alfonso Amendola (Docente dell’Università di Salerno), Giuseppe Siano (Docente dell’Università di Salerno), il nostro <strong>Alessandro Rinaldi</strong> (per Dof Consulting e Ass. L’art re pazz’), Giuseppe Salerno (Curatore della mostra). Interverrà anche Maria Grazia Belisario (Direttore Architettura e Arte Contemporanea del MiBAC).</p>
<p>Espletati i rituali introduttivi, ci si potrà avventurare fra le opere, accompagnati dalla cellula <strong>DMAV</strong>.<br />
Ci vediamo a Salerno!</p>
<h2><span id="Info_utili">Info utili</span></h2>
<p><strong>Dove</strong>: Salerno, Palazzo Ruggi d’Aragona, via Tasso 46<br />
<strong>Quando</strong>: 16-24 aprile<br />
<strong>Orari</strong>: 10.00/18.00 (chiuso sabato/domenica), 23 e 24 stesso orario su prenotazione (info 089 2573245).</p>
<p><strong>Titolo</strong>: <strong>SOPRAFFACTIONS SALERNO</strong><br />
<strong>Artisti</strong>: Luigi Ballarin, Claudio Bozzaotra, Maria Credidio, Enrica Capone, Gerardo Di Salvatore, Alfredo Granata, Luigia Granata, Lughia, Anna Massinissa, Gabriele Mazzara, Pinella Palmisano, Franco Zingaretti<br />
<strong>Curatore</strong>: Giuseppe Salerno con la collaborazione di Stefania Ugatti<br />
<strong>Organizzazione</strong>: L’Art re pazz’</p>
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		<title>Fa&#8217; la cosa giusta! Stili di vita sostenibili a Milano</title>
		<link>http://www.circolidiascolto.org/blog/fa-la-cosa-giusta-stili-di-vita-sostenibili-milano/</link>
		<comments>http://www.circolidiascolto.org/blog/fa-la-cosa-giusta-stili-di-vita-sostenibili-milano/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 16:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Tinunin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Commercio Equo e Solidale]]></category>
		<category><![CDATA[Critical Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Fa' la cosa giusta!]]></category>
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		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[turismo consapevole]]></category>

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		<description><![CDATA[ Apre oggi le porte la nona edizione di Fa' la cosa giusta!, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Sarà visitabile fino a domenica 1 aprile, negli spazi di Fieramilanocity a Milano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.circolidiascolto.org/blog/fa-la-cosa-giusta-stili-di-vita-sostenibili-milano/attachment/cs_falacosagiusta-2/" rel="attachment wp-att-436"><img class="aligncenter size-large wp-image-436 colorbox-434" title="cs_falacosagiusta" src="http://www.circolidiascolto.org/wp-content/uploads/2012/03/cs_falacosagiusta1-610x387.jpg" alt="" width="610" height="387" /></a></p>
<p>Il weekend si avvicina a grandi passi. Questa settimana vi consigliamo un&#8217;iniziativa importante, che testimonia come sia possibile, con l&#8217;impegno e la perseveranza, portare all&#8217;attenzione di pubblici molto ampi un tema “per pochi”, ma importante. È questo il caso della “<strong>sostenibilità</strong>”, sempre meno argomento di confronto teorico e sempre più stile di vita.</p>
<p>Un&#8217;occasione per parlarne è quella che ci viene offerta da <strong>Fa&#8217; la cosa giusta!, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili</strong>, che si tiene <strong>da oggi fino a domenica 1 aprile a Milano</strong>, presso i padiglioni 2 e 4 di <strong>Fieramilanocity</strong>. Arrivata alla sua nona edizione, la fiera si propone di diffondere sul territorio nazionale le &#8220;buone pratiche&#8221; di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale. Lo “slogan” è bellissimo e ci trova molto d&#8217;accordo: “<strong>Il futuro è chi lo fa</strong>”. Un invito a riflettere, a sviluppare una forma di consapevolezza sempre più alta, ma anche ad agire in prima persona per migliorare il mondo in cui viviamo e il nostro modo di stare nel mondo che ci piace davvero tanto! Un&#8217;occasione unica per approfondire una gamma molto ampia di tematiche: dalla bio-edilizia e la bio-architettura al risparmio energetico; dal commercio equo e solidale alla moda critica, passando per la produzione e distribuzione di prodotti alimentari biologici e bio-dinamici, fino ad arrivare alla mobilità sostenibile, ai prodotti per bambini e all&#8217;editoria, solo per citarne alcune.</p>
<div id="toc_container" class="toc_wrap_right no_bullets"><p class="toc_title">Indice dei contenuti</p><ul class="toc_list"><li><a href="#I_numeri">1 I numeri</a></li><li><a href="#La_Sezione_speciale_il_turismo_consapevole">2 La Sezione speciale: il turismo consapevole</a></li><li><a href="#Gli_organizzatori">3 Gli organizzatori</a></li><li><a href="#Info_utili">4 Info utili</a></li></ul></div>
<h2><span id="I_numeri">I numeri</span></h2>
<p>Quelli dell&#8217;anno scorso: <strong>70.000 visitatori</strong>, <strong>750 realtà espositive</strong>, <strong>1.560 studenti e 770 giornalisti accreditati</strong>. Quest&#8217;anno, <strong>Fa&#8217; la cosa giusta!</strong> Conferma la forza delle sue due anime, quella culturale (<a href="http://falacosagiusta.terre.it/upload/documenti/7/70/704/7043.pdf ">QUI</a> il programma completo) e quella espositiva offrendo al pubblico ben <strong>250 appuntamenti</strong>, tra tavole rotonde, convegni, laboratori e spettacoli, 750 espositori e <strong>11 sezioni tematiche</strong>: <strong>Turismo consapevole</strong>, <strong>Abitare Green</strong>, <strong>Commercio Equo e Solidale</strong>, <strong>Cosmesi naturale</strong>, <strong>Critical Fashion</strong>, <strong>Il pianeta dei piccoli</strong>, <strong>Mangia come parli</strong>, <strong>Mobilità sostenibile</strong>, <strong>Pace e partecipazione</strong>, <strong>Servizi per la sostenibilità</strong>, <strong>Spazio Narrativa</strong>.</p>
<h2><span id="La_Sezione_speciale_il_turismo_consapevole">La Sezione speciale: il turismo consapevole</span></h2>
<p>Ogni anno, <strong>Fa&#8217; la cosa giusta!</strong> si concentra su una tematica particolare. Per la nona edizione, dopo aver affrontato temi di assoluta rilevanza come l&#8217;alimentazione (edizione 2011), la moda critica (edizione 2010), l&#8217;abitare sostenibile (edizione 2009) sarà la volta del <strong>Turismo vissuto in maniera responsabile e consapevole</strong>.</p>
<p>La sezione accoglierà associazioni, enti pubblici, imprese profit o non profit e altre realtà impegnate nell&#8217;organizzazione e nella promozione di turismo di comunità, sociale, ambientale e di cooperazione internazionale. Turismo accessibile per anziani o soggetti con ridotta capacità motoria o psichica, turismo scolastico perché anche le vacanze di istruzione siano vissute in maniera responsabile e siano per gli studenti momenti importanti di crescita e di formazione. Ci sarà la presenza di Federparchi che darà vita a un&#8217;area di turismo verde, costituita da Parchi e aree protette. E poi ancora il cosiddetto turismo slow: a piedi, in bicicletta o a dorso d&#8217;asino, perché lontani dalla frenesia degli spostamenti, il turista possa assaporare ogni momento della sua vacanza in perfetta comunione con l&#8217;ambiente circostante.<br />
<strong>Fa&#8217; la cosa giusta!</strong> sarà anche occasione di business tra operatori professionali, incontro con viaggiatori consapevoli e momento privilegiato di promozione culturale.</p>
<p>Legata a questa sezione è anche la scelta del Paese ospite d&#8217;eccezione di questa edizione della fiera: il <strong>Brasile</strong>. Una nazione al centro dell&#8217;attenzione mondiale per la sua crescita economica e la vivacità culturale, ma di cui si tende tuttora ad avere un&#8217;immagine stereotipata, legata alla samba, al carnevale, al calcio e alle bellezze naturalistiche e non. I visitatori della fiera potranno conoscere un&#8217;altra faccia di questo Paese: quella dello sviluppo sostenibile, della varietà di popoli, del contatto con la gente. A <strong>Fa&#8217; la cosa giusta!</strong> verranno presentati sei progetti di turismo di comunità, una scelta di viaggio che permette di conoscere da vicino la realtà di località magnifiche ma lontane dalle solite rotte turistiche, sperimentando la vita quotidiana degli abitanti. (Per conoscere tutti gli appuntamenti legati al Brasile, consigliamo di leggere il <a href="http://www.falacosagiusta.org/download/ufficiostampa/3-Brasile%20Paese%20Ospite.pdf">comunicato stampa dedicato</a>)</p>
<h2><span id="Gli_organizzatori">Gli organizzatori</span></h2>
<p><strong>Fa&#8217; la cosa giusta!</strong> è organizzata da <strong><a href="http://falacosagiusta.terre.it/sezione04/36/">Insieme nelle Terre di mezzo Onlus</a></strong>, nata nel 2003 allo scopo di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sui temi dell&#8217;immigrazione, della povertà, della convivenza tra culture differenti e della promozione di stili di vita sostenibili, e da <strong><a href="http://falacosagiusta.terre.it/sezione04/36/">Terre di mezzo Eventi</a></strong>, un gruppo di giovani professionisti in grado di progettare e gestire ogni aspetto riguardante un evento &#8220;sostenibile e responsabile&#8221;: dalla logistica alla comunicazione, dagli sponsor ai social media, dalla gestione dei volontari alla grafica, dalle relazioni istituzionali ai progetti con le scuole. Come dicono gli stessi organizzatori, non esiste un evento sostenibile al 100%, ma <strong>Fa&#8217; la cosa giusta!</strong> è quanto di più vicino ci possa essere, improntato com&#8217;è al concetto delle “3r”: riduco, riuso e riciclo.</p>
<p>Per saperne di più, visita il <strong><a href="http://falacosagiusta.terre.it/">Sito</a></strong> di <strong>Fa&#8217; la cosa giusta!</strong> oppure gli account <strong><a href="http://www.facebook.com/pages/Fa-la-cosa-giusta/33481833782?ref=ts">Facebook</a></strong> e <strong><a href="https://twitter.com/#!/Falacosa_Giusta">Twitter</a></strong>.</p>
<h2><span id="Info_utili">Info utili</span></h2>
<p><strong>Dove</strong>: Fieramilanocity &#8211; pad. 2 e 4, Viale Scarampo, GATE 8 (ex &#8220;Porta Scarampo&#8221;)<br />
<strong>Quando</strong>: 30- 31 Marzo/ 1° aprile 2012<br />
<strong><a href="http://falacosagiusta.terre.it/">Sito ufficiale</a></strong> della manifestazione<br />
È anche possibile chiamare lo 02/83242426, attivo per tutte le informazioni anche durante i giorni di apertura della fiera.</p>
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		<title>Progresso civile e progresso economico: la coppia dell&#8217;innovazione</title>
		<link>http://www.circolidiascolto.org/blog/progresso-civile-progresso-economico-la-coppia-dellinnovazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 09:17:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Tinunin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma del lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Da dove partire per costruire il paese di domani. Secondo Luca De Biase, fra le altre cose, bisogna riflettere su una diversa qualità delle relazioni umane, su cui le relazioni economiche si fondano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.circolidiascolto.org/blog/progresso-civile-progresso-economico-la-coppia-dellinnovazione/attachment/debiase/" rel="attachment wp-att-455"><img class="aligncenter size-full wp-image-455 colorbox-430" title="debiase" src="http://www.circolidiascolto.org/wp-content/uploads/2012/03/debiase.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p>È di poche ore fa l&#8217;annuncio, da parte del Governo, della nuova <strong>Riforma del lavoro</strong>. Com&#8217;è ovvio, le reazioni alle novità che introduce sono state immediate e varie. Senza entrare nel merito della riforma e del tema più discusso, cioè quello dell&#8217;articolo 18, ci sentiamo di condividere quello che ha scritto ieri <strong><a href="http://blog.debiase.com/risorse/attivita-luca-de-biase.html">Luca De Biase</a></strong> (già responsabile di <em>Nòva24</em>) sul suo sito:</p>
<blockquote><p>“Nell&#8217;epoca della conoscenza, il valore del lavoro non è tanto quello di svolgere funzioni ripetitive, ma è quello di aggiungere alle procedure produttive intelligenza, immagine, creatività, ricerca, design, informazione, <strong>freschezza e franchezza nelle relazioni umane che sottendono anche le relazioni economiche</strong>. Quel valore si sviluppa solo se la solidarietà fondamentale, in azienda, è quella che unisce le qualità delle persone e il progetto imprenditoriale delle loro imprese.”</p></blockquote>
<p>I sindacati, si chiede De Biase, pur avendo avuto storicamente un&#8217;importanza fondamentale per le lotte dei lavoratori, rappresentano tuttora la forma di solidarietà di cui abbiamo bisogno? E i partiti sanno esprimere un&#8217;idea di società a venire, una narrazione di futuro? Sembrerebbe di no.</p>
<p>Allora, l&#8217;innovazione da dove può nascere? Sempre De Biase spiega che</p>
<blockquote><p>“occorre al fondo una <strong>narrazione</strong>: una grande alleanza delle imprese con i giovani, per i quali il vecchio mondo ha smesso di generare risposte; <strong>una definizione del progresso in termini di qualità dell&#8217;ambiente, della cultura e delle relazioni</strong>; una lealtà nella competizione che riconosca l&#8217;onore di chi si è prodigato per il progetto comune, dell&#8217;azienda e del paese, e che abbatta la credibilità di chi ha puntato ai vantaggi personali passando sopra ogni correttezza.”</p></blockquote>
<p>E continua: “<span style="text-decoration: underline;">Le imprese sono il fondamento della ricostruzione di una prospettiva di progresso economico. Ma la società è il fondamento della ricostruzione di una prospettiva di progresso civile</span>.” E quindi c&#8217;è bisogno di un nuovo patto fra le generazioni che si fondi sulla qualità e sulle competenze delle persone, ma anche una nuova informazione (“ecologica”, diremmo noi), al servizio non di pochi gruppi isolati, ma di una società nuova che è ancora tutta da costruire.</p>
<p>Leggete l&#8217;<strong><a href="http://blog.debiase.com/2012/03/informazione-di-mutuo-soccorso.html">articolo integrale</a></strong>. Merita.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ELSEWHERE: salute mentale, diritti umani e social art</title>
		<link>http://www.circolidiascolto.org/blog/elsewhere-salute-mentale-diritti-umani-social-art/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 10:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanna Tinunin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[ELSA]]></category>
		<category><![CDATA[ELSEWhERE]]></category>
		<category><![CDATA[Eppela]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
		<category><![CDATA[social art]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[A Trieste, dal 16 al 22 aprile prossimi, si svolgerà ELSEWhERE. Sette giorni per vivere liberamente un percorso a tappe tra conferenze, installazioni artistiche, proiezioni, performance e workshop sul tema della salute mentale e dei diritti umani.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.circolidiascolto.org/blog/elsewhere-salute-mentale-diritti-umani-social-art/attachment/elsewhere/" rel="attachment wp-att-427"><img class="aligncenter size-large wp-image-427 colorbox-426" title="elsewhere" src="http://www.circolidiascolto.org/wp-content/uploads/2012/03/elsewhere-610x346.jpg" alt="" width="610" height="346" /></a></p>
<p>“<em>Il disagio è solo una tappa intermedia di un percorso personale, come un&#8217;opera per l&#8217;artista</em>.&#8221;<br />
(E. Biagi)</p>
<p>Si svolgerà a <strong>Trieste</strong>, <strong>dal 16 al 22 aprile</strong>, il Festival <strong>ELSEWhERE</strong>, nato per far provare un’esperienza diretta sul concetto di <strong>salute mentale e diritti umani</strong>. Sette giorni per vivere liberamente un percorso a tappe tra conferenze, installazioni artistiche, proiezioni, performance e workshop, aperti a giovani, adulti e bambini. Si terrà all’interno del <strong>Comprensorio di San Giovanni</strong>, per sottolineare l’importanza dell’incontro tra linguaggi e punti di vista che solitamente non hanno modo di confrontarsi.</p>
<div id="toc_container" class="toc_wrap_right no_bullets"><p class="toc_title">Indice dei contenuti</p><ul class="toc_list"><li><a href="#Help_your_mind_go_elsewhere">1 Help your mind go elsewhere</a></li><li><a href="#Concept_e_struttura">2 Concept e struttura</a></li><li><a href="#Perch_ve_ne_parliamo">3 Perché ve ne parliamo</a></li><li><a href="#Info_utili">4 Info utili</a></li></ul></div>
<h2><span id="Help_your_mind_go_elsewhere">Help your mind go elsewhere</span></h2>
<p>Una settimana nella “città dentro la città”, dove i visitatori potranno tracciare, ognuno a proprio modo, un percorso individuale, misurandosi tra spunti accademici e stimoli sensoriali.<br />
Il festival è promosso da <a href="http://www.elsatrieste.it/"><strong>ELSA</strong> Trieste</a> (the European Law Students’ Association, associazione europea di studenti di giurisprudenza), nato con l’intento di coinvolgere e sensibilizzare la popolazione sul tema della salute mentale e sostenuto – per la parte accademica – da <strong>Università di Trieste</strong>, <strong>Facoltà di Giurisprudenza</strong> ed <strong>ERDISU</strong>, <strong>Dipartimento di Salute Mentale</strong>.<br />
<strong>ELSEWhERE</strong> vuole offrire lo scenario per valutare su diversi livelli, nazionale ed internazionale, il grado di protezione dei Diritti Umani garantito alle persone affette da disagi mentali, ma soprattutto vuole permettere a tutti di sentire e conoscere, grazie a tappe accademiche ed artistiche, la condizione delle persone affette da disturbi mentali, delle loro famiglie, nella vita di tutti i giorni.</p>
<h2><span id="Concept_e_struttura">Concept e struttura</span></h2>
<p>Il concept del progetto è molto semplice e, allo stesso tempo, davvero potente. Come infatti si legge sul <a href="http://www.elsewhereart.com/">sito ufficiale</a> della manifestazione, “<strong>ELSEWhERE</strong> non ha la pretesa di schierarsi in qualche modo in ambito medico, giuridico, psichiatrico o sociale. Vuole piuttosto stimolare la riflessione personale attraverso un’esperienza che permetta ad ognuno di avvicinare il tema secondo la propria sensibilità.<br />
<strong>ELSEWhERE</strong> è stato sviluppato attorno al concetto di <strong>emozione</strong>. Cosa sono le emozioni? Sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicofisiologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi. Perché partire dalle emozioni in relazione al disagio mentale?<br />
Perché attraverso le emozioni impariamo a reagire velocemente, senza utilizzare i processi cognitivi e l’elaborazione cosciente e perché le emozioni rivestono due funzioni importanti nella salute mentale dell’individuo: la prima, di tipo relazionale, ci permette di comunicare agli altri le nostre reazioni psicofisiologiche, e la seconda, di tipo autoregolativo, permette ad ognuno di noi di comprendere le proprie modificazioni psicofisiologiche.<br />
<strong>ELSEWhERE</strong> prende in considerazione il disagio mentale come un’affezione che colpisce il pensiero, i sentimenti o i comportamenti di un individuo in modo sufficientemente forte da rendere la sua interazione sociale problematica o tale da causargli sofferenza personale.</p>
<p>In un&#8217;intervista rilasciata a <strong>Paolo Stanese</strong> di <strong>Bora.La</strong>, l&#8217;ideatrice e curatrice del progetto <strong>Elisa Biagi </strong>spiega come sarà strutturata la manifestazione. Ci saranno “tre più una tappe principali: la prima legata agli stimoli visivi con videoarte e proiezioni di film, in cui si lavora sul tema dell’identità; la seconda è sonora e coinvolge il sentimento; la terza invece coinvolgerà il comportamento… non voglio dire di più. La “più uno” è la parte accademica: anch’essa fa parte del percorso artistico, perché coinvolge la relazione con l’altro tramite la comunicazione. A questi percorsi principali si affiancano i laboratori per bambini in collaborazione con il <strong><a href="http://www.mini-mu.it/">MiniMu</a></strong>, esposizioni fotografiche e artistiche, musica dal vivo e altro ancora…” (leggi l&#8217;<a href="http://bora.la/2012/03/12/elsewhere-%E2%80%93-la-salute-mentale-presentata-attraverso-l%E2%80%99arte/">intervista completa</a>)</p>
<h2><span id="Perch_ve_ne_parliamo">Perché ve ne parliamo</span></h2>
<p>Intanto, perché ci piace lo spirito dell&#8217;iniziativa, il suo ruotare attorno ai concetti di “esperienza”, “sensibilità” ed “emozione”, nonché il fatto che ci ricorda che ogni individuo è inserito in una società. Per “stare bene”, singolo e società devono trovare un modo per comunicare e integrarsi. Rende bene l&#8217;idea la location del festival, quel comprensorio dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale che è stato teatro dell&#8217;opera rivoluzionaria di Franco Basaglia. Un parco molto bello e ampio (ci organizzano anche fiere floro-vivaistiche, per dire) che ha la meravigliosa particolarità di non essere separato dalla città, ma incastonato al suo interno come un cuore verde e pulsante. “Una città nella città, spazio che meglio rappresenta fisicamente, socialmente e storicamente il cuore tematico del Festival”, dicono bene gli organizzatori.<br />
E poi, c&#8217;è l&#8217;aspetto per noi altrettanto importante dell&#8217;incrocio e contaminazione fra linguaggi diversi e la declinazione di percorsi artistici in chiave sociale. Chi ci segue sa che questo è lo stesso spirito che abbiamo trasferito nel progetto <strong><a href="http://www.circolidiascolto.org/visioni/panopticon-kant-machine/">Panopticon</a></strong> (presentato nel 2011 in anteprima proprio negli spazi in cui si svolge anche <strong>ELSEWhERE</strong>).</p>
<p>Il festival però (ed eccoci al secondo motivo) ha bisogno di più sostegno possibile. Pare incredibile, ma i supporti ufficiali scarseggiano, anche se questo è davvero uno di quei progetti su cui le amministrazioni dovrebbero secondo noi puntare, in un&#8217;ottica di integrazione fra le anime diverse di una città e di sviluppo delle comunità sociali.<br />
Particolare la scelta di utilizzare la piattaforma italiana di crowdfunding <strong>Eppela</strong>, ancora poco utilizzata in Italia per il finanziamento di rassegne culturali. Funziona in questo modo: sulla <a href="http://eppela.com/ita/projects/141/elsewhere-percorso-artistico-culturale">pagina dedicata</a> si può scegliere di sostenere il festival con contributi che partono dai 3 euro e che offrono in cambio (oltre al piacere di sostenere un&#8217;iniziativa importante) diverse cose, dalla segnalazione di sostegno fino a gadget, grafiche e produzioni artistiche in edizione limitata, ma anche video di backstage, contenuti digitali e molto altro.<br />
Tra le installazioni esposte durante <strong>ELSEWhERE</strong>, ci sarà poi l’opera <strong>“EMOZIONI”</strong>. Vera e propria opera di <strong>social art</strong>, pensata e realizzata on site dall’artista Triestina<strong> Giulia Marsich</strong>, verrà esposta all’interno degli spazi che ospiteranno il Festival assieme a una installazione composta con tutti i nomi dei sostenitori che avranno contribuito materialmente a realizzare il progetto. Tutti i sostenitori, vicini e lontani, saranno così “fisicamente” parte integrante dell’opera d’arte.<br />
Consulta l&#8217;elenco degli artisti che saranno presenti a <strong><a href="http://www.elsewhereart.com/artists/">ELSEWhERE</a></strong>.</p>
<h2><span id="Info_utili">Info utili</span></h2>
<p><strong>Dove</strong>: Trieste, Comprensorio di San Giovanni<br />
<strong>Quando</strong>: dal 16 al 22 aprile 2012.<br />
<strong>Info</strong>: sul <a href="http://www.elsewhereart.com/">SITO UFFICIALE</a> del festival trovate tutto ciò che c&#8217;è da sapere</p>
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